TARIFFE ENERGETICHE: TUTTA LA PANIFICAZIONE ARTIGIANALE EUROPEA IN FORTE SOFFERENZA.

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Il panificio Hemmerle a Mulheim am Rhur, in Francia

SARANNO INEVITABILI ULTERIORI AUMENTI DEL PREZZO DEL PANE IN EUROPA 

Sbaglia chi pensa che il problema degli aumenti spropositati delle tariffe energetiche sia solo italiano: uno dei paesi più colpiti è paradossalmente la Francia, dove fino a poco tempo fa le centrali nucleari hanno assicurato forniture elettriche a prezzi infinitamente più concorrenziali dei nostri.  E, in questo senso, i dati EUROSTAT (che abbiamo pubblicato solo pochi giorni fa) , hanno evidenziato come il prezzo del pane in Francia fosse aumentato nell’ultimo anno meno della media europea (+18%)  attestandosi intorno AL 9,1% mentre l’Italia ha registrato un aumento del 13,6%

(dati in verde, fonte: https://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/submitViewTableAction.do)

Sempre in Francia, Dominique Antract,  presidente dei panificatori francesi, lamenta lo stato di crisi della categoria il, sottolineando come gli interventi per calmierare i costi energetici, basati in Francia sulla dimensione aziendale e non sul consumo, lasciano scoperte gran parte delle piccole panetterie artigianali : “L’80% dei panifici con meno di 10 dipendenti e meno di 2 milioni di euro di fatturato non sono coperti dallo scudo tariffario“. Dice Antract.

E gli artigiani francesi  sottolineano come ci sia “  una sorta di dissonanza tra la retorica del governo e la preoccupazione dei panifici per l’aumento vertiginoso dei costi energetici.”

Così anche Marc Sanchez, segretario generale della SDI (Unione degli Indipendenti) “I nostri soci panettieri che stanno già soffrendo per l’aumento delle materie prime (farina, latticini, uova), nonché per l’aumento del prezzo della carta (sacchi, cartone) sono sull’orlo dell’esplosione” . Sanchez lamenta anche la concorrenza dei supermercati “che vendono in perdita”.

In Belgio, il sito lalibre.be segnala per il Panificio Dumont, a Vencimont, una rata mensile aberrante della bolletta energetica: un aumento del 500%, passando da 1.860 a 11.836 euro. Insostenibile. Il panificio ha quindi chiuso i battenti. Nessuna scelta: “Se applichiamo lo stesso aumento il pane dovrebbe essere venduto a 16,80 € per permetterci la sopravvivenza...” Il titolare, esasperato,continua dicendo: “come alcuni colleghi prima di noi, è tempo, a sua volta, di ringraziare il nostro governo per la sua inazione e indifferenza” , è tempo di ringraziare voi,clienti per la vostra lealtà, Ma se Il mondo politico non si pone limiti e non prende decisioni commisurate al cataclisma in cui ci troviamo, presto non avrete più panetterie aperte in Belgio” avvertono i gestori, disperati.

Panificio Dumont, in Belgio. HA CHIUSO

Non va meglio in Germania, dove ‘, con un lungo articolo, la Reuter segnala come i costi energetici per i panifici siano cresciuti in modo esponenziale e, a titolo di esempio emblematico, riporta che Il proprietario di una panetteria di Muelheim nella Rhur prevede che la bolletta elettrica annuale della sua azienda quadruplicherà a 1,2 milioni di euro (rispetto ai 300.000 euro che la società stava pagando prima) poiché i prezzi dell’energia sono aumentati dallo scoppio della guerra in Ucraina. La sua panetteria dipende dall’elettricità per far funzionare le sue impastatrici e le sue celle di raffreddamento, mentre i suoi forni funzionano a gas, il cui prezzo è anche salito alle stelle con la diminuzione delle importazioni russe. La nuova bolletta dell’elettricità dovrebbe entrare in vigore entro l’inizio del prossimo anno. L’azienda in questione è una delle circa 10.000 aziende di panificazione in tutta la Germania che lanciano l’allarme che l’aumento dei costi non può più essere semplicemente trasferito ai clienti che sono già riluttanti ad acquistare l’alimento base con un’inflazione che sfiora l’8%.

Per EUROSTAT (vedi tabella sopra riportata), in un anno il prezzo del pane in Germania è cresciuto del 16,9%, quindi per un valore superiore al 3% rispetto all’Italia. Ma, nonostante questo, “Nel settore della panificazione, molte aziende sono in acqua fino al collo, non sanno più come sostenere i costi“, ha detto a Reuters Daniel Schneider, segretario dell’associazione tedesca dei panifici. E, continua Schneider, “Senza l’aiuto dei politici, numerose aziende rischiano la fine della loro esistenza, il che non solo costerà posti di lavoro … ma metterà a repentaglio anche la sicurezza dell’approvvigionamento di generi alimentari di base“.

In Olanda il prezzo del pane è cresciuto in un anno del 10,5%, quindi un pò meno che in Italia. L’inflazione olandese ha raggiunto il 12% ad agosto,trainata in gran parte da un balzo del 151% su base annua dei prezzi di gas ed elettricità. Marie-Helene Zengerink, direttore generale dell’Associazione olandese dei panettieri e pasticceri, che ha 1.600 affiliati fornai segnala che, se questa situaizone dovesse permanere a lungo, molti panificatori dovranno chiudere l’attività.  “Parliamo di tante imprese familiari. È una vera emergenza“. E l’associazione ha pubblicato un annuncio a tutta pagina sul quotidiano olandese Algemeen Dagblad, invitando il governo a fare qualcosa per i costi energetici incontrollati.

Anche se i panificatori stanno tentando di risparmiare in tutti i modi (anche perchè non sono degli sprovveduti e già da tempo lo stanno facendo), fino allo spasimo. 

L’energia è indispensabile per poter produrre e vendere, e il suo consumo non può certo essere comprimibile all’infinito. Ridicolo chi, come sta facendo ad esempio L’ENEL, dispensa consigli pensando che non ci abbiamo già provato in tutti i modi . 

Dunque, il problema non è risolvibile a titolo individuale nè semplicemente a livello nazionale, anche se tutti i Paesi cercano di fare qualcosa…

Dunque, la soluzione può essere solo e soltanto europea. 

notizie ed interviste tratte da: https://www.bfmtv.com e da Reuter