PANE FRESCO E PANE PRECOTTO: la Federazione non si arrende ed è pronta a combattere

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Per chi non avesse buona memoria, vale la pena di ricordare che la nostra battaglia per difendere il buon pane fresco è iniziata negli anni ’90 dello scorso secolo. Una guerra dura, continua e difficile nella quale, di fatto questa Federazione ha combattuto da sola contro i giganti dell’industria europea del pane surgelato e contro la grande distribuzione in tutte le sedi: locali nazionali ed europee. Una guerra che oggi si arricchisce di un altro 

Una guerra di Davide contro Golia, ma che è servita perlomeno a riaffermare il buon diritto dei consumatori a non farsi infinocchiare spacciando per fresco un prodotto riscaldato all’ultimo momento sul punto vendita, trasformando così di fatto qualunque bottega alimentare dotata di un fornetto in panificio.

Eppure è proprio a questo risultato, per noi devastante, che oggi si mira con l’art. 4 del decreto di legge “semplificazioni” che il Governo si appresta a varare e che prevede  l’abolizione dell’obbligo d’incarto del pane ottenuto per completamento di cottura del precotto surgelato. E’ appena il caso di sottolineare quanto sia debole l’obbligo rimanente di separazione degli scaffali del fresco da quello surgelato, e quanto sia facile che il cartellino che lo identifica sia poco leggibile quando – accidentalmente, s’intende…- non cada a terra e vada perso.

Non sarà neppure superfluo ricordare come in altri Paesi europei il pane precotto surgelato abbia invaso, alla pari del latte a lunga conservazione, una larghissima parte del mercato: basti guardare la Spagna dove il pane precotto surgelato rappresenti oggi  oltre il 60% del pane complessivamente venduto.

Abbiamo lottato in sede europea per oltre dieci anni contro l’industria del surgelato tedesca e francese e, subito dopo, quella dei paesi dell’Est Europa. E non lo abbiamo fatto su basi corporative ma invocando il buon diritto dei consumatori a saper distinguere facilmente ed effettivamente il pane prodotto tutti i giorni e tutte le notti dal fornaio sotto casa da quello che arrivava surgelato da paesi lontani centinaia, migliaia di chilometri, fatto mesi prima e semplicemente riscaldato sotto gli occhi del cliente.

In questa lunga guerra, durata quasi trent’anni, e fatta di alti e bassi, un elemento fondamentale a nostro favore che a fatica abbiamo strappato al legislatore è l’obbligo di confezionare ed etichettare prima della vendita il pane ottenuto per completamento di cottura del prodotto surgelato.

Questo perché, in un mercato in evoluzione nel quale spesso gli alimenti vengono surgelati (o congelati) dal consumatore finale, è stato riconosciuto come fondamentale il poter distinguere senza ombra di dubbio il pane che era già stato sottoposto a surgelazione e che, di conseguenza, non doveva essere nuovamente ricongelato subendo così una doppia surgelazione, dal pane fresco che il consumatore poi potrà trattare e conservare a suo piacimento come meglio crede.

Oggi siamo pronti a questa nuova battaglia in difesa nostra e dei consumatori che andrà combattuta in tutte le sedi legislative: la Federazione si è già mossa nei confronti del Governo così come farà sentire la sua  voce in  Parlamento quando Camera e Senato saranno chiamate a ratificare e convertire in legge il Decreto in questione.

E, ancora una volta, sappiamo che saremo soli con altre organizzazioni pronte però, a risultato raggiunto, a vantare merito senza avere nei fatti mosso un dito. Ma poco importa, perché senza contare su nessun altro, forti dei nostri dirigenti e delle nostre associazioni, come sempre andremo avanti a testa bassa, decisi a difendere il buon diritto di tutti i panificatori italiani.

Non possiamo accettare senza batter ciglio quell’articolo 4 inserito in una norma che nel nome dichiara di voler semplificare le procedure a favore dei cittadini e delle imprese ma nei fatti non fa altro che aumentare la confusione nei consumatori.

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locandina di confronto tra pane fresco e pane precotto