L’ITALIA HA SEMPRE MENO AZIENDE ARTIGIANE E COMMERCIALI

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Piccolo è bello?,

A vedere i dati pubblicati dall’INPS e relativi all’anno 2020 sembra proprio che le cose non vadano in questo modo.

A giugno ‘INPS ha pubblicato il report 2020 dell’OSSERVATORIO SUI LAVORATORI AUTONOMI , artigiani e commercianti.

Nel solo ultimo anno, (confronto 2019-2020) abbiamo perso 23mila aziende artigiane (già diminuite dal 2018 al 2019, di oltre 18mila unità) e altrettante nel settore del commercio, che già ne aveva perse poco meno di 12mila dal 2018 al 2019.

Se è certamente vero che il COVID ha pesato non poco sull’andamento delle piccole (o, meglio piccolissime imprese), rimane il fatto che la tendenza alla chiusura sembra un fenomeno con radici ben più profonde.

prima di vedere i dati sarà però utile definire esattamente che cosa INPS intenda per impresa artigiana e impresa commerciale:

 

 

sulla base di tali specifiche definizioni viene effettuata la classificazione generale dei due settori.

Dal documento INPS, che considera separatamente i due comparti, vien confermato il trend negativo di entrambi:

Come ben evidenzia il grafico, l’andamento delle aziende artigiane attive dal 2011 al 2020 presenta una decrescita costante che non sembra granchè influenzata dall’epidemia del 2020. In dieci anni si registra una perdita più o meno costante che complessivamente ammonta a poco meno di 310mila unità.

Non se la passa benissimo neppure il comparto commerciale che , sempre nei dieci anni  presi in esame, evidenzia la chiusura di 111mila imprese.

Drammatica la ripartizione territoriale che vede un’Italia artigiana spaccata, con valori prossimi al 56% al nord e poco più del 23% al sud, con un altro 20% abbondante al centro.

Per il commercio  vaslori analoghi, anche se leggermente più alti al sud (circa 27%) e al centro che registra un 29,2%. Rimane comunque prevalente il numero di imprese nel nord del Paese con una percentuale di quasi il 44%.

Poco felici anche le prospettive di ricambio generazionale:

oltre il 52% degli artigiani è sopra i 50 anni e poco più del 5% è sotto i 30.

oltre il 55% dei commercianti  ha più di 50 anni e meno del 7% è sotto i 30.

Con dati come questi una riflessione complessiva sia da parte delle istituzioni che delle organizzazioni di settore diventa ineludibile e non più rinviabile.

 

QUI IL REPORT INPS