COVID 19, LA VARIANTE INGLESE: UNA MINACCIA INCOMBENTE.

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Il centro di Glasgow (GB) durante il lockdown  (Photo credits: https://www.sciencemag.org/    photo by ANDY BUCHANAN/AFP via Getty Images)

Anche se questo è un sito normalmente rivolto a informazioni tecnico – legislative e notizie in  di interesse specifico per gli operatori dell’arte bianca, non vi è dubbio che l’epidemia coronavirus, caotica sia nel suo andamento che nella gestione normativa ma anche oggetto di una comunicazione troppo spesso frastornante e contraddittoria sia questione che tocca profondamente sia le aziende che la nostra salute.

Crediamo che sia nostro dovere non tanto richiamare genericamente alla necessità di rispettare le indicazioni che oramai continuamente, e in modo quasi ossessivo vengono ripetute (tanto da far temere di suscitare un effetto di assuefazione per cui la gente, alla fine, rischia di seguirle in modo sempre meno attento e più superficiale), ma tentare di spiegare quale sia la situaizone effettiva e i pericoli ai quali stiamo andando incontro.

Nel frattempo, mentre le infezioni epidemiche non stanno diminuendo, il continuo parlare dei vaccini sta creando un falso senso di sicurezza che porta ad allentare le misure di prevenzione che invece, ora più che mai, sono necessarie e dovrebbero invece diventare ancora più stringenti.

Ciò che si vuole evidenziare è come nelle prossime settimane e nei prossimi mesi diventerà ancora più importante seguire, sia nella vita privata che nei luoghi di lavoro, le regole di distanziamento, la mascherina e il lavaggio e disinfezione frequente delle mani poichè ciò che abbiamo davanti è probabilmente un’impennata molto forte dei contagi così come sta avvenendo in Inghilterra, fortemente colpita da un’epidemia di COVID di dimensioni e velocità di diffusione tali da non riuscire più a riprenderne il controllo.  

Stiamo parlando della cosiddetta VARIANTE INGLESE, termine peraltro improprio dovuto non al fatto che si sia sviluppata in Inghilterra quanto a quello che gli istituti di ricerca medica e gli ospedali della Gran Bretagna grazie ad un numero di test eseguiti sui pazienti inglesi enormemente superiore a quello degli altri paesi europei, siano stati i primi ad individuarla.

Per chiarire meglio quale sia la situazione, riportiamo un grafico dell’andamento dei contagi in Gran Bretagna e in Irlanda nelle ultime settimane:

La spaventosa impennata che Regno Unito e Irlanda stanno registrando potrebbe presto arrivare anche nel nostro Paese, e le vaccinazioni probabilmente diventeranno efficaci per la maggior parte della popolazione troppo tardi. Insomma, una corsa contro il tempo che rischiamo di perdere già in partenza se non adottiamo comportamenti individuali responsabili

Per questo riteniamo utile e doveroso cercare di fare il punto qualcosa che rischia di peggiorare radicalmente il quadro generale epidemico europeo e italiano.

Finora, per quello che si sa, questa variante che si sta diffondendo in tutta Europa, anche se non sembra avere conseguenze in termini di mortalità percentualmente più rilevante del virus originario, ha però un tasso di diffusione che è valutato essere del 75% più alto del COVID 19 dal quale ha avuto origine.

Tutto bene, quindi? mica tanto, perchè è molto più pericolosa una variante maggiormente infettiva che una più mortale.

Adam Kucharski, Mathematician/epidemiologist at @LSHTM

Lo spiega  in un thread di twitter Adam Kucharski , epidemiologo presso la LSHTM (London School of Hygiene & Tropical Medicine) ed uno dei più seguiti esperti a livello mondiale nello studio delle funzioni  di sviluppo delle epidemie. Con formulazioni matematiche relativamente semplici ( chi le voglia approfondire trova QUI IL THREAD), Kucharski dimostra come, a partire da una situazione nella quale si abbia un R = 1,1, e  il rischio di mortalità per infezione sia dello 0,8%, con un tempo di generazione di 6 giorni e  10.000 persone infette (plausibile per molte città europee di recente), si arriva ad un numero previsto di decessi in un mese di 129 persone.

Nel caso di un rischio di morte del 50% maggiore i decessi salgono a 193.

MA se è la contagiosità ad aumentare del 50% pur con un tasso di mortalità dello 0,8%i decessi crescono in modo esponenziale, diventando  in un mese ben 978

vediamolo in tre schemi preparati dallo stesso Kucharski:

1) con mille persone infettate, il virus continua a diffondersi e a causare in un mese 13 infezioni mortali. Consideriamo ora nella seconda immagine che il virus abbia una mortalità maggiore del 50% ma non sia più infettivo di prima:
2) ovviamente, come previsto, il numero di decessi aumenta.

Ma, nella figura 3, vediamo cosa succede se il virus non è più mortale del caso 1 ma è più infettivo del 50%:

3) Si arriva così ad un numero di decessi enormemente più alto. Dunque, la velocità di trasmissione è molto importante e molto più pericolosa dell’aumento della sola mortalità.  E, nella nuova variante inglese, la velocità di propagazione è più alta di un valore che va dal 50% al 75%Ecco perchè, in attesa di una copertura vaccinale che si prospetta avere tempi lunghi, sarà sempre più necessario non solo mantenere comportamenti quanto mai corretti ma anche, se possibile, aumentare ancor più le misure di difesa da un contagio che rischia di essere sempre più forte e pericoloso.

Il sito dinamico mondiale timetoherd.com/  stima, che l’Italia raggiungerà con la vaccinazione  l’immunità di gregge (stimata nel 70% di copertura della popolazione) soltanto tra oltre 1500 giorni ma ovviamente sulla base   del ritmo attuale di vaccinazione che sperabilmente dovrebbe aumentare, e di molto, nei prossimi mesi. 

TimeToHerd.com è il sito dinamico che aggiorna in tempo reale sullo stato delle vaccinazioni COVID paese per paese e sulla base del numero medio giornaliero di quelle già effettuate calcola le giornate di vaccinazione necessarie per raggiungere l’immunità di gregge.

La Fondazione  GIMBE, che sta monitorando giorno per giorno, Regione per Regione e provincia per provincia l’andamento epidemico in Italia, nell’ultimo suo report mette l’accento sulla pericolosità estrema della situazione attuale:

“I primi mesi del nuovo anno saranno dunque cruciali per il contenimento della terza ondata e, più in generale, per il controllo della pandemia nell’intero 2021. È necessario, quindi, puntare l’attenzione su tre fattori:

  • le curve iniziano a risalire con un numero di casi attualmente positivi troppo elevato per riprendere il tracciamento, gli ospedali e le terapie intensive sono già adesso ai limiti della saturazione in metà delle Regioni e i dati sulle nuove varianti del virus sono preoccupanti;
  • è urgente una consistente revisione del sistema delle Regioni “a colori”, perché a fronte di risultati modesti in termini di flessione delle curve i costi economici e sociali sono sproporzionati;
  • la comunicazione istituzionale deve diffondere la massima fiducia nel vaccino, ma al tempo stesso non alimentare aspettative irrealistiche che rischiano di far abbassare la guardia alla popolazione.

Vale dunque la pena di riprendere ancora una volta le indicazioni di prevenzione per quanto riguarda i comportamenti a rischio infezione ricordando che  soprattutto

 SONO ESSENZIALI LA DISTANZA TRA LE PERSONE E L’USO DELLA MASCHERINA :