Coronavirus e mascherine : valutiamo correttamente il rischio di trasmissione

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Rischio di trasmissione di SARS-CoV-2 da persone asintomatiche in contesti diversi e per diversi tempi di occupazione, ventilazione e livelli di affollamento.
La copertura del viso si riferisce alle mascherine comunemente utilizzate quelle per la popolazione generale e non ai respiratori di alta qualità. I gradi sono indicativi del rischio relativo qualitativo e non rappresentano una misura quantitativa. Potrebbe essere necessario tenere in considerazione anche altri fattori non presentati in queste tabelle quando si considera il rischio di trasmissione, inclusa la carica virale di una persona infetta e la suscettibilità individuale delle persone alle infezioni. 

Tosse o starnuti, anche se dovuti a irritazioni o allergie mentre sono asintomatici, aggraverebbero il rischio di esposizione in uno spazio interno, indipendentemente dalla ventilazione. Tosse o starnuti, anche se dovuti a irritazioni o allergie mentre sono asintomatici, aggraverebbero il rischio di esposizione in uno spazio interno, indipendentemente dalla ventilazione.
fonte: https://www.bmj.com/content/370/bmj.m3223  (nostra traduzione).

Nonostante da molti mesi si continui a parlare di distanze di sicurezza e di mascherine, rimane ancora molta confusione circa l’efficacia e gli effetti di queste misure sulla prevenzione dell’epidemia. Molti, troppi, sembrano ancorea ritenere che sia sufficiente indossare una mascherina qualunque per essere al sicuro dal contagio, senza tenere conto di altri elementi e circostanze che concorrono in maniera significativa a determinarne l’efficacia.

Primo fra tutti, va tenuto presente il fatto che le MASCHERINE CHIRURGICHE NON PROTEGGONO TOTALMENTE (MA SOLO PARZIALMENTE…) CHI LE INDOSSA ESSENDO STATE CONCEPITE E PRODOTTE PER EVITARE DI TRSMETTERE GLI EVENTUALI VIRUS PROPRI AGLI ALTRI: le usano infatti i chirurghi per evitare di infettare con il proprio respiro i propri pazienti.

Ma, anche qualora tutti le indossino, dando prova di senso di responsabilità verso gli altri, la loro efficacia può fortemente essere influenzata dai fattori ambientali e dal contesto nel quale vengono utilizzate.

Dobbiamo perciò ringraziare pubblicamente il professor Nino Cartabellotta,  fondatore e presidente della FONDAZIONE GIMBE, che ha segnalato un articolo scientifico apparso sul British Medical Journal dal quale abbiamo riportato (in apertura) un grafico che descrive efficacemente il problema del livello di rischio contagio con e senza mascherina in situazioni diverse.

Per chi non conosce la FONDAZIONE GIMBE, è bene sottolineare come sia un “Ente senza fini di lucro, che ha lo scopo di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indipendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico“.

E poichè la salute è qualcosa che ci riguarda tutti, dovremmo fare quanto in nostro potere per sostenere un Ente che senza contributi pubblici svolge un compito estremamente meritorio ed importante, come ha ampiamente dimostrato proprio in questa vicenda COVID avendo scientificamente elaborato e pubblicato i dati giorno per giorno fin dall’inizio dell’epidemia, indirizzando e promuovendo le migliori misure di prevenzione possibili.

Tornado all’articolo che il professor Gullotta ci ha segnalato, come è del tutto evidente dallo schema publbicato in apertura di questo articolo, l’efficacia delle mascherine dipende fortemente dal contesto nel quale vengono utilizzate.  Ma lo schema sottolinea anche quanto sia pericoloso il loro non utilizzo all’aperto per contatti anche di breve durata tra persone che parlano tra di loro.

Tanto più diventa rilevante il rischio in luoghi chiusi e in presenza di uno scarso , ovvero in presenza di scarsa o nulla ventilazione e intendendo quest’ultima quale fonte di ricambio d’aria e non ventilazione dovuta a ventilatori interni o, peggio, condizionatori che ricircolano con forza l’aria interna dell’ambiente. 

diffusione di microgocce infettanti a seguito di starnuto. fonte: https://www.bmj.com/content/370/bmj.m3223

Sappiamo quanto spesso sia difficile dire a chi entra nei nostri forni che non può farlo senza mascherina, ma teniamo presente tutto questo e, se necessario, spieghiamolo con chiarezza: ne va sia della nostra salute che di quella dei nostri collaboratori ma anche della clientela che entra nei nostri forni.

Per chi lo volesse consultare:  QUI  l’articolo del British Medical Journal