APPRENDISTATO DI PRIMO LIVELLO: un istituto che è necessario conoscere meglio

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Nel giugno di quest’anno il Ministero del Lavoro ha emanato la circolare n. 12/2022 per approfondire gli aspetti normativi e gli obblighi in capo sia agli enti di formazione che ai datori di lavoro relativi all’apprendistato di primo livello. Tale istituto è di particolare interesse per le imprese visti gli sgravi contributivi previsti per i tre anni successivi (vedi più avanti).

Il contratto di apprendistato di primo livello è rivolto a soggetti che hanno compiuto i 15 anni di età, sino al compimento dei 25 anni, iscritti e inseriti all’interno di un percorso scolastico e/o formativo.
La finalità del contratto è il conseguimento di un titolo di studio della formazione secondaria di secondo grado, tramite un percorso formativo “duale” che si realizza in parte presso un’istituzione formativa che eroga la “formazione esterna” e in parte presso un’impresa che eroga la “formazione interna”

Prima di entrare nello specifico della circolare, si coglie l’occasione per riassumere in modo estremamente sintetico i punti salienti dell’istituto di apprendistato.

COS’E’ L’APPRENDISTATO
 
L’apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile, disciplinato dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e successive modifiche (articoli 41-47).
 
Si articola in tre tipologie:
  1. DI PRIMO LIVELLO : apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, per i giovani dai 15 ai 25 anni compiuti, finalizzato a conseguire uno delle predette qualificazioni in ambiente di lavoro;
  2. apprendistato professionalizzante, per i giovani dai 18 e i 29 anni compiuti, finalizzato ad apprendere un mestiere o a conseguire una qualifica professionale;
  3. apprendistato di alta formazione e ricerca, per i giovani dai 18 e i 29 anni compiuti, finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, per attività di ricerca nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche.
I principali benefici per le aziende che assumono con il contratto di apprendistato sono (D.Lgs. n. 81/2015, articoli 42 e 47):
  • a livello retributivo, la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a 2 livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento o, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;
  • a livello contributivo, la possibilità di beneficiare di un trattamento agevolato fino all’anno successivo alla prosecuzione dell’apprendistato come rapporto di lavoro subordinato ordinario;
  • l’apprendista non rileva ai fini del raggiungimento dei limiti numerici presi in considerazione da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di specifiche normative o istituti.
Inoltre, per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2022, è riconosciuto ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze fino a 9 addetti uno sgravio contributivo del 100% con riferimento alla contribuzione per i periodi maturati nei primi 3 anni di contratto.
 
 
Tornando alla circolare di recente emanazione richiamata in premessa, la stessa costituisce un documento riassuntivo di come la formazione duale debba essere effettuata e quali obblighi debbono essere rispettati sia dall’Ente formatore che dall’azienda presso la quale l’apprendista dovrà necessariamente lavorare per un periodo predeterminato di tempo.
 
Rimandando ovviamente alla lettura del testo integrale, si riassumono qui alcuni aspetti che relativamente alle imprese si ritengono più rilevanti.
Essendo la formazione considerata l’elemento essenziale e strumento prioritario per sviluppare
l’acquisizione di competenze dei soggetti coinvolti, al fine di favorire il loro inserimento nel
mercato del lavoro, il primo documento indispensabile da predisporre è il Protocollo formativo che
contiene compiti e responsabilità dell’istituzione formativa e dell’impresa, relativamente
all’esecuzione del piano formativo dell’apprendista.
In particolare, sarà necessario descrivere Il percorso formativo che l’apprendista svolge nell’ambito del contratto di apprendistato di primo livello : tale descrizione deve essere esplicitata  all’interno del Piano Formativo Individuale (PFI), un documento che è parte integrante del contratto di lavoro e che può essere modificato nel corso del rapporto di lavoro, rispetto al raggiungimento degli obiettivi formativi.
 
Il periodo formativo si concluderà UFFICIALMENTE – e ciò anche ai fini degli accertamenti ispettivi – con la pubblicazione degli esiti dell’esame finale, sostenuto dall’apprendista.
 

Successivamente alla sua conclusione si possono verificare tre diverse ipotesi:

  1. – prosecuzione del contratto di apprendistato di primo livello come ordinario rapporto di
    lavoro a tempo indeterminato ;
  2. – proroga del contratto di apprendistato di primo livello ;
  3. trasformazione del contratto di apprendistato di primo livello in apprendistato
    professionalizzante
  4.  recesso dal contratto di apprendistato di primo livello. 
Relativamente all’ipotesi di recesso, la stessa è infatti possibile anche se, come detto in premessa, l’apprendistato è una forma contrattuale a tempo indeterminato. 

E’ obbligatorio per l’impresa comunicare  entro 5 giorni   quale delle quattro ipotesi sopra ricordate intenda mettere in atto: in altri termini la scelta di recesso o di prosecuzione dal contratto va obbligatoriamente esercitata entro 5 giorni. Tale termine però decorre unicamente dalla data di pubblicazione degli esiti dell’esame, e pertanto l’istituzione formativa deve comunicare formalmente al datore di lavoro, tramite PEC, l’esito dell’esame nel più breve tempo possibile e comunque non oltre tre giorni dalla pubblicazione degli esiti dell’esame finale, in modo da consentire l’eventuale proroga o trasformazione del contratto entro i cinque giorni previsti per la comunicazione obbligatoria.

CARATTERISTICHE DELL’APPRENDISTATO DI PRIMO LIVELLO

Il contratto di apprendistato di primo livello deve obbligatoriamente integrare e realizzare due dimensioni:
– la dimensione formativa, che coincide con la durata ordinamentale dei percorsi formativi;

– la dimensione dell’espletamento delle ore lavoro, elemento essenziale per la validità del contratto di apprendistato.
Il monte ore contrattuale deve prevedere – oltre alle ore di formazione esterna e interna – le ore di prestazione lavorativa.
Per quanto riguarda i contratti di apprendistato di primo livello stipulati in modalità part-time, la riduzione dell’orario riguarda solo le ore di prestazione lavorativa.
Ai fini dell’individuazione della durata del periodo di prova, la nozione di orario di lavoro effettivo è comprensiva di tutto l’orario contrattuale, quindi anche della parte di formazione esterna ed interna.

nel contratto di apprendistato di primo livello l’apprendista assume il doppio status di studente/lavoratore, in quanto effettua – tramite un’esperienza diretta di lavoro – un percorso formativo integrato che si realizza, in parte, presso l’istituzione formativa e, in parte, presso l’impresa.

Da tale particolare status discende che:

– per lo svolgimento dell’attività lavorativa, è corrisposta all’apprendista la retribuzione e la
relativa contribuzione, come previsto dagli accordi interconfederali e/o contratti collettivi
nazionali di lavoro, nonché tutte le tutele previste dalle norme sulla previdenza e assistenza
sociale obbligatoria:
a) assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;
b) assicurazione contro le malattie;
c) assicurazione contro l’invalidità e vecchiaia;
d) maternità;
e) assegno familiare;
f) assicurazione sociale per l’impiego;

– per le ore di formazione esterna, svolte nella istituzione formativa, il datore di lavoro è
esonerato da ogni obbligo retributivo;
per le ore di formazione interna, a carico del datore di lavoro, è riconosciuta all’apprendista
una retribuzione pari al 10 per cento di quella che gli sarebbe dovuta, fatte salve le diverse
previsioni dei contratti collettivi.

La tutela assicurativa contro gli infortuni sul lavoro è a carico del datore di lavoro per il periodo in cui l’apprendista lavora in impresa e per la sola parte in cui viene versata la contribuzione da parte del datore di lavoro medesimo e per il periodo in formazione interna svolto presso l’impresa, mentre è a carico dell’istituzione formativa per i periodi in cui l’apprendista svolge formazione esterna, in qualità di studente

Vale infine la pena di ricordare che è consentito ai familiari che svolgono attività non occasionale in favore del coniuge, parente o affine, la possibilità di instaurare rapporti di lavoro subordinato con contratto di apprendistato di primo livello, senza incorrere in sanzioni o provvedimenti di disconoscimento del rapporto di lavoro. 
 
La circolare 12/2022 riporta infine in allegato gli schemi sia di protocollo che di valutazione che andranno utilizzati per questa specifica tipologia di apprendistato.
 
Per chi volesse ulteriormente approfondire l’argomento si segnala infine un interessante e utile post pubblicato sul blog www.innovazionecambiamento.it