DECRETO ALL’ESAME DEL GOVERNO PER L’ABOLIZIONE DELL’OBBLIGO DI CONFEZIONAMENTO PER IL PANE OTTENUTO PER COTTURA DEL PRECOTTO SURGELATO

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Pane precotto surgelato: prima della messa in vendita dopo completamento di cottura obbligatorio confezionarlo ed etichettarlo indicandone l’origine. L’eliminazione di questo obbligo renderebbe molto più difficile per il consumatore distinguerlo dal pane fresco

Come segnalato dagli organi d’informazione, è previsto a breve l’esame da parte del Consiglio dei Ministri di un Disegno Di Legge per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese.

In particolare, all’art. 4, il Disegno di legge in questione prevede l’eliminazione dell’obbligo di confezionamento, ad oggi vigente, del pane ottenuto per completamento di cottura di pane parzialmente cotto, surgelato o non, che, a seguito della modifica segnalata, potrebbe essere distribuito e messo in vendita con l’unico obbligo di utilizzare comparti separati dal pane fresco e con le indicazioni sulla natura del prodotto necessarie ad informare il consumatore.

 

Art. 4

(Semplificazione nelle modalità di vendita del pane preconfezionato)

  1. L’articolo 14, comma 4, della legge 4 luglio 1967, n. 580, verrebbe così sostituito:

 

TESTO VIGENTE

(art.14, comma 4Legge 580/67)

 

ll pane ottenuto mediante completamento di cottura di pane parzialmente cotto, surgelato o non, deve essere distribuito e messo in vendita, previo confezionamento ed etichettature riportanti le indicazioni previste dalla normativa vigente in materia di prodotti alimentari, in comparti separati dal pane fresco e con le necessarie indicazioni per informare il consumatore sulla natura del prodotto.

TESTO PROPOSTO dal DDL semplificazioni art. 4

 

4. Il pane ottenuto mediante completamento di cottura di pane parzialmente cotto, surgelato o non, deve essere distribuito e messo in vendita, con le indicazioni previste dalla normativa vigente in materia di prodotti alimentari, in comparti separati dal pane fresco e con le necessarie indicazioni per informare il consumatore sulla natura del prodotto

 

Non si vede come l’eliminazione del confezionamento ed etichettatura di un pane del quale non si conosce l’origine né la data di produzione (si ricorda che anche il pane parzialmente cotto è stato riconosciuto dalla normativa a tutti gli effetti  come “pane” ) possa rappresentare una semplificazione “a favore dei cittadini” così come recita il titolo del decreto in esame. E se di semplificazione si tratta è una semplificazione unicamente a favore delle imprese produttrici di pane precotto surgelato, gran parte delle quali localizzate in paesi terzi a basso costo di produzione, e della Grande Distribuzione che vuole vendere con sempre maggiore facilità pane “caldo da forno” appena scongelato e sfornato che il consumatore fin troppo facilmente già oggi confonde con quello fresco.

La modifica non soltanto rende maggiormente difficoltoso al consumatore individuare il vero pane fresco, ma contraddice tutte le indicazioni del disegno di legge S 600, “ Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane “, assegnato alla 9° Commissione Permanente (Industria, commercio, turismo agricoltura e produzione agroalimentare) in sede redigente ed attualmente in avanzato stato di esame e che all’articolo 1 punto 1 riconosce nel pane fresco un vero e proprio patrimonio nazionale da valorizzare e tutelare:

2. Il pane fresco italiano, quale frutto del lavoro e dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituisce un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale”.

Poiché a parere di questa Federazione che quella che viene intesa come “semplificazione a favore dei cittadini” così come proposta dall’art. 4 del Ddl che sarà oggetto di esame da parte del Consiglio dei Ministri, anziché migliorare la distinzione tra il vero pane fresco, frutto del lavoro quotidiano di migliaia di imprese italiane, si favorisca volutamente una situazione di confusione da parte dei consumatori nell’identificarlo rispetto a pane precotto surgelato che viene semplicemente  completato nella cottura sul punto vendita e del quale il consumatore stesso ignora completamente dove, quando e in che modo è stato prodotto.

Si tratta di una battaglia che questa federazione intende affrontare con tutti i mezzi ed a tutti i livelli. Tenuto conto che l’iter di approvazione di un decreto legge prevede un primo passaggio al Consiglio dei Ministri ma successivamente, il decreto, se approvato in quella sede, deve passare all’esame di Camera e Senato, sarà una guerra lunga e difficile che avrà bisogno del supporto di tutti.

Data l’urgenza determinata dall’oramai prossimo Consiglio dei Ministri chiamato a varare il disegno di legge in questione, comunico di avere immediatamente contattato sia il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Calderoli Sen. Roberto Calderoli , lOn. Sandra Savino, Sottosegretario al Ministero delle Finanze che il Senatore Luca De Carlo, presidente della 9° Commissione permanente del Senato che ha attualmente all’esame il disegno di legge S 600 , quale legge quadro sulla panificazione che stiamo attendendo oramai da oltre 10 anni, chiedendo il loro autorevole ed immediato intervento a tutela del pane fresco e delle nostre imprese.

Il presidente Ceccolini ha invitato tutte le associazioni e gruppi panificatori alla massima mobilitazione nei confronti dei parlamentari del proprio territorio per mantenere l’obbligatorietà attuale del confezionamento ed etichettatura del prodotto.