di Edvino Jerian

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Era il pomeriggio del 27 luglio del 2022, e stavo rientrando da una delle sempre più burrascose riunioni della Commissione Nazionale di Indirizzo (il tema era sempre quello: fare chiarezza sulla gestione Capello – Gorghetto dei denari di EBIPAN versati dai panificatori italiani).
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Dopo anni che non ci sentivamo, e del tutto inaspettatamente, ricevo un messaggio via whatsapp da Luca Vecchiato. Lo trascrivo qui testualmente:
“Ciao Edi, mi levi una curiosità? Ma che casino è successo in Ente bilaterale. Perché io ho solo una campana che suona, e come sai benissimo sono un uomo curioso. E se c’è una cosa della quale sono certo è che, se hai deciso di essere “invasivo” sicuramente hai le tue ragioni”.
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Nella telefonata seguita a questo messaggio, Luca mi spiega che era stato contattato poiché, essendo noto il fatto che da tempo i rapporti tra noi due erano pessimi, ed evidentemente contando su un suo presunto spirito di rivalsa nei miei confronti, gli era stato chiesto aiuto affinché, con il suo intervento, aiutasse la congrega (il termine è naturalmente mio…) a mettere fuori gioco il sottoscritto tappandogli la bocca: ero matto e dovevo finirla di fare domande evidentemente insopportabili e troppo scomode.
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Ciò che questi squallidi personaggi avevano dimenticando era che, nei molti anni nei quali io e Luca avevamo lavorato fianco a fianco, e ai quali erano certamente anche seguiti altrettanti anni di scontro frontale, qualunque contrasto ci fosse stato, erano comunque maturati reciproco rispetto e ferma convinzione di un’onestà intellettuale di entrambi che, pur con visioni diverse, consideravano la Federazione e particolarmente la sua indipendenza un presidio unico e irrinunciabile per la rappresentanza e la tutela dei panificatori italiani e che per questo la Federazione andasse difesa e salvaguardata ad ogni costo da chi la voleva o sottomettere o, alla peggio, definitivamente demolire.
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Un progetto, questo, per chi non ha memoria, che andava avanti dalla fine del 1999, che prese il via subito dopo le dimissioni (dovute alla bocciatura dei bilanci…) da presidente federale di Antonio Marinoni e, a seguire, con la nomina (per un paio di voti) a presidente di Catalano fortemente voluta e sponsorizzata da Billè, con la conseguente messa in atto di un brutale tentativo di commissariamento della Federazione (il commissario nominato era il segretario dell’Ascom di Arezzo) durato pochi mesi e fallito subito dopo la morte di Catalano. Progetto riavviato qualche anno dopo con la costituzione di Assipan e oggi resuscitato quando, paradossalmente, ha trovato facile sponda in questi ultimi anni proprio in coloro che, da presidente e vicepresidente di questa Federazione, dovevano essere custodi e garanti della sua esistenza e indipendenza.
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Tornando a Luca, tentai di riassumere telefonicamente quanto stava accadendo (così come avevo più e più volte fatto in Commissione Nazionale) e i miei timori che qualcuno, a livello di vertice della nostra organizzazione, stesse lavorando per portare allo sfascio la Federazione con un’inedita alleanza con i sindacati e con altre organizzazioni più interessate a far chiudere e possibilmente fagocitare Federpanificatori (anche per poi disporre liberamente delle risorse degli enti Bilaterali…).
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Da uomo certamente impulsivo ma anche molto prudente quale era, Luca non si accontentò di chiacchere ma mi chiese qualcosa di più concreto e sostanziale. Concordammo un incontro in occasione del quale gli mostrai bilanci, numeri, documenti, mail e molto altro che dimostravano che da tempo qualcosa in Federazione ma soprattutto nella gestione degli Enti bilaterali non andava: dunque, il matto non ero io, ma piuttosto si stava mettendo in atto un piano ben preciso a danno della Federazione.
E di tutto questo Luca ne ebbe un ulteriore prova quando, invitato ad una riunione on line “carbonara” nell’errata convinzione che lui fosse disponibile a tutto pur di mettere fuori gioco il sottoscritto, si trovò davanti un presidente federale che invocava la necessità di demolire e far chiudere la Federazione.
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Seguì un lungo incontro a tre con l’allora vicepresidente Gorghetto nel corso del quale gli furono dettagliatamente illustrate, dati e carte alla mano, le vergognose anomalie gestionali di cui sia lui che Capello erano responsabili quale presidente e consigliere di EBIPAN. Tutto inutile. Eppure si trattava di elementi che, a chi fosse stato in buona fede, avrebbero dovuto far aprire gli occhi e che, invece, furono accolti con sufficienza e indifferenza.
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A dimostrazione di quanto tutto questo fosse reale, oggi, a distanza di due anni da allora, le foto presenti in rete mostrano il nostro ex presidente Capello contento e soddisfatto presenziare alla firma del rinnovo contrattuale di Assipan e Fiesa, sui contenuti e costi del quale abbiamo già avuto lungamente modo di ragionare.
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Ora, se c’è stata una cosa che nessuno aveva compreso, è che Luca Vecchiato era prima di tutto e soprattutto un uomo che credeva fortemente nella Federazione, nella necessità che fosse autonoma e nella convinzione che i panificatori dovevano essere certamente in buoni rapporti con tutti ma sudditi di nessuno. Così come Luca non concepiva come fosse possibile che chi era o era stato presidente e quindi garante della Federazione, potesse essere in prima linea nel tentativo di demolirla.
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Fu così che Luca iniziò una sua lunga, personale, determinata battaglia sostenendo in maniera forte e convinta la presidenza Ceccolini, per difendere strenuamente la nostra organizzazione contro chi, proprio dal suo interno, lavorava per distruggerla.
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Decisivo il suo ruolo e le sue posizioni pubbliche contro Capello e Gorghetto, allora rispettivamente presidente e vicepresidente vicario della Federazione che incalzati dalle richieste di documenti sulla gestione degli Enti Bilaterali, e che alla fine non solo si dimisero entrambi senza mai dare spiegazioni ma iniziarono alacremente a lavorare cercando in tutti i modi di far uscire le nostre associazioni dalla Federazione: cosa che oggi, senza vergogna alcuna, continuano a fare, spalleggiati con forza da altre organizzazioni, interessate a togliersi finalmente dai piedi una delle poche (forse l’unica) organizzazione datoriale indipendente e in ciò fortemente sostenuti dai sindacati dei lavoratori, quelli stessi che sono stati fino al 2022 firmatari del nostro CCNL e che oggi hanno paura a confrontarsi con noi (come hanno fatto dal 1946 ad oggi) preferendo avere quali controparti altre organizzazioni evidentemente più “morbide” e disponibili alla firma in nome di un malinteso equilibrio contrattuale che se non è consociativismo poco ci manca.
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Per questi signori, che da posizioni federali apicali, brigavano o quantomeno chiudevano gli occhi a favore di altri interessi, Luca Vecchiato aveva coniato un termine semplice ed efficace: traditori.
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Traditori di quella Federazione che avrebbero dovuto a tutti i costi salvaguardare, traditori dei panificatori italiani che in loro credevano e che venivano così piegati ad altri e molto meno nobili interessi. E non a caso oggi ritroviamo quelle stesse persone mettersi al servizio di coloro per i quali questa Federazione, con la sua attività e la sua indipendenza da troppo tempo dava fastidio.
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Da questi squallidi personaggi, velocemente approdati su altre più confortevoli sponde, Luca si sentiva profondamente tradito.
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Personaggi che oggi, pubblicamente, versano per Luca lacrime di coccodrillo in nome di una falsa amicizia ma che, in cuor loro, contano sul fatto di avere un potente nemico in meno. Ma sbagliano, perché Luca, era, rimane e rimarrà un testimone forte e determinato nel segnare la strada di ciò che è giusto fare per tutelare e difendere concretamente gli interessi dei panificatori italiani. E sarà proprio questo, anche a suo nome, che questa Federazione continuerà comunque a fare.
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Nota finale: tutti i fatti citati in questo articolo (e molti altri..) non sono frutto di fantasia ma sono ampiamente e dettagliatamente documentati.