Contratti di somministrazione: obbligo di comunicazione entro il 31 gennaio

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E’ frequente il caso di imprese di panificazione che scelgono ( o debbono per difficoltà temporanee di reperimento di mano d’opera per sostituzioni o altro ) di ricorrere ad agenzie interinali di collocamento attivando così contratti di somministrazione lavoro. A tale proposito è bene ricordare che entro il 31 gennaio 2020 le aziende utilizzatrici devono trasmettere alle rappresentanze sindacali il numero, i motivi, la durata dei contratti di somministrazione di lavoro stipulati dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 e il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.
La comunicazione è prevista dall’art. 24, comma 4, del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” e deve avvenire, anche per il tramite della associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, alla rappresentanza sindacale unitaria, ovvero alle rappresentanze aziendali e, in mancanza, alle associazioni territoriali di categoria aderenti alle confederazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Di seguito l’art. 24 punto 4b:

 ogni dodici mesi, anche per il tramite della associazione dei datori di lavoro alla quale aderisce o conferisce mandato, il numero e i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il
numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

La comunicazione deve obbligatoriamente contenere il numero e i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi, la durata degli stessi, il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.
La ratio dell’adempimento è rinvenibile nel comma 2 dello stesso art. 24, che così recita: “Il prestatore di lavoro ha diritto a esercitare presso l’utilizzatore, per tutta la durata della somministrazione, i diritti di libertà e di attività sindacale nonché a partecipare alle assemblee del personale dipendente delle imprese utilizzatrici”. Tale disposizione estende al lavoratore somministrato il diritto di partecipazione a forme di rappresentanza presenti nell’impresa fornitrice, ovvero a partecipare alla costituzione o vita di strutture di rappresentanza operanti presso l’impresa utilizzatrice.
Il mancato o non corretto adempimento dell’obbligo è sanzionato, secondo quanto previsto dall’art. 18, comma 3-bis, del Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.250.