2020: SFIDE EPOCALI PER I PANIFICATORI ARTIGIANI

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CAMBIAMENTI CLIMATICI, TECNOLOGIE INNOVATIVE, NUOVI MODELLI
CONTRATTUALI E RIVALUTAZIONE DELL’INDIVIDUALITÀ PROFESSIONALE
SONO SOLO ALCUNI DEI TEMI DESTINATI A IRROMPERE PREPOTENTEMENTE
NELLE NOSTRE IMPRESE. SAPER DARE RISPOSTE ADEGUATE, AFFRONTARE
CAMBIAMENTI ANCHE STRAVOLGENTI SARÀ LA SFIDA SULLA QUALE
SI GIOCHERÀ IL FUTURO DELLA PANIFICAZIONE ARTIGIANALE

 

Chi conosce il nostro giornale sa bene che da molti anni L’ARTE BIANCA, nel rivolgersi alle migliaia di imprenditori della panificazione e della pasticceria, non ha alcuna pretesa di insegnare a loro nulla, quanto piuttosto mira a fornire in modo costante e aggiornato tutte le informazioni normative, contrattuali e sindacali necessarie per gestire correttamente la propria impresa, ma anche a mettere in luce, con la maggior chiarezza possibile, le innovazioni tecnologiche e linee di tendenza emergenti e future del mercato per consentire poi ad ognuno di operare nel modo più informato possibile le proprie scelte aziendali.

Ecco perché, giunti alla fine del 2019, sembra opportuno fare una disamina di quelli che nel 2020 saranno i temi più rilevanti con i quali ci dovremo confrontare.


LEGGE QUADRO SULLA PANIFICAZIONE,  PLASTICHE MONOUSO,  ACRILAMMIDE

E SEMAFORO ALIMENTARE

Senza dubbio, posto che la legislatura non termini anticipatamente, in termini normativi l’argomento più rilevante è rappresentato dall’iter di quello che ci eravamo abituati a definire come DDL Romanini ovvero il disegno di legge che ridefiniva quale legge quadro complessiva tutta la normativa in materia di pane fresco individuando anche per la prima volta con chiarezza che cosa fosse la pasta madre mettendo da parte la definizione di “lievito naturale” che tanta confusione ha generato suggerendo di fatto che il lievito di birra non fosse naturale.  Del resto, che la confusione sul termine “ naturale” fin troppo spesso utilizzato in modo generalizzato a soli fini di “claim” sicuramente suggestivo per i consumatori ma al momento privo di qualunque definizione di valore normativo è stata più volte sottolineata sia dall’Unione Europea che dalla FDA (Food and Drug Administration) degli Stati uniti che dal 2015 sta tentando di ridefinire che cosa effettivamente si possa definire tale o meno.

Ma nel 2020 dovremo anche fare i conti con le modifiche in materia di prodotti monouso di plastica che andranno messi al bando. Un tema che ci riguarda direttamente visto che il tema della “consumazione immediata” in panificio prevede espressamente l’obbligo di utilizzare posateria a perdere e nella gran parte dei casi si tratta proprio di stoviglie, piatti, posate e bicchieri in plastica.  Come risolvere il problema in modo soddisfacente è una questione aperta poiché certamente ci sono proposte di pitti e borse ecologici, ma al momento il loro costo è tale da rendere scarsamente efficace questa soluzione. Anche qui, dunque, sarà necessario intervenire a livello normativo per aggiornare la norma “Bersani “ .

La lunga e tormentata vicenda dell’acrilamide è ancora ben lontana da una soluzione chiara ed efficace: è di questi giorni una nuova risoluzione comunitaria che prevede sia da parte dei produttori che delle autorità sanitarie nazionali un monitoraggio costante e continuo senza chiarire se questo riguarda solo le grandi aziende o se operino ancora le esclusioni previste per le piccole imprese locali dal Regolamento   (UE) 2158/2017. Le risposte fin qui avute da istituto Superiore di Sanità e Ministero della salute sono state del tutto deludenti ed inconcludenti, dando l’impressione che neppure tali enti sapessero bene cosa andava fatto.

Infine, la recente proposta di Federalimentare per introdurre anche in Italia il cosiddetto “semaforo alimentare”  ridenominato “etichetta batteria” ( vedi il sito www.etichetta batteria.it) e già fatta entusiasticamente propria dal Governo e portata a Bruxelles, che  seppure strutturata in misura parzialmente diversa da quel NUTRISCORE  già adottato in Francia e sposato, non a caso, dalle maggiori multinazionali, rischia di mettere all’angolo, assieme alla guerra allo zucchero e alle merendine, quello che è oggi uno dei settori di potenziale sviluppo delle nostre imprese, Dire la nostra non sarà facile ma sarebbe intollerabile non farci sentire su tutto questo.

FISCALITA’ , ISA e PAGAMENTI ELETTRONICI:  RESTA MOLTO DA FARE

Altro tema sicuramente rilevante è quello fiscale: l’introduzione degli ISA al posto degli studi di settore ha sollevato notevoli problemi e la necessità di una messa a punto dello strumento cosiddetto di premialità non è certamente rinviabile come abbiamo fatto notare in diverse occasioni in sede di Commissione Ministeriale e come, da impegni pubblicamente presi dall’Agenzia delle Entrate, ci aspettiamo avvenga in tempo utile per la dichiarazione che si farà nel 2020 relativa all’anno d’imposta 2019.

Rimane ancora molto da fare e da capire, come ad esempio  l’avvio della cosiddetta lotteria degli scontrini che al momento sembra rimandata a luglio. L’obbligo del POS, per la verità già divenuto tale con il D.lgs 15 dicembre 2017, n. 218, diventerà effettivo e sanzionabile nel corso dell’anno . Rimane però aperta la questione dei costi ad esso correlati e degli importi minimi obbligatori, al momento fissati dalla Direttiva comunitaria PSD2 in 5 Euro. Ma lentamente si va affermando anche il pagamento via smartphone, e l’adeguamento a tutto questo costituirà parte rilevante dei cambiamenti ai quali dovremo adeguarci ed abituarci. 

NUOVE TECNOLOGIE  E INDUSTRiA  4.0

Le nuove tecnologie fanno fatica a trovare spazio nel mondo delle microimprese e particolarmente nel  nostro.  Registratori telematici, fatturazione elettronica, nuovi metodi di pagamento programmi condivisi sembrano mostri sacri dai quali difendersi e tenersi lontani, senza comprendere che quello stesso computer che utilizziamo per scrivere (fin troppo spesso ) stupidaggini su facebook potrebbe rappresentare uno strumento di gestione e programmazione aziendale formidabile, purchè ben utilizzato.

Sono oramai molte le industrie che producono attrezzature per la panificazione artigianale ad aver sviluppato specifici prodotti che rientrano in  INDUSTRIA 4.0 interessanti non solo dal punto di vista finanziario ma anche operativo consentendo una reale  ottimizzazione dei processi produttivi anche per piccole realtà come le nostre.  Tutto però è realizzabile solo e solo se di pari passo si porta avanti anche un programma di formazione del personale ( ma anche dei titolari stessi) serio e adeguato alle nuove tecnologie per il personale e non si continuano a organizzare semplicemente corsi che sono elenchi di ricette visti mille volte.

RELAZIONI SINDACALI: INDIFFERIBILI UN NUOVO MODELLO

CONTRATTUALE  E UN CAMBIO DI PASSO DEGLI ENTI  BILATERALI.

Ancora, da quasi un anno è scaduto il Contratto nazionale di lavoro e nonostante i  diversi incontri con le controparti sindacali non possiamo certo dirci soddisfatti dell’andamento di quelle che al momento, più che trattative, sembrano essere singoli episodi di confronto su tutto in generale ma praticamente su poco o nulla in particolare. Del resto, come abbiamo fatto osservare in più occasioni, la fin troppo lunga e verbosa  premessa che dovrebbe essere ciò che motiva e giustifica le molte richieste contrattuali formulate dai sindacati è del tutto avulsa dalla realtà sociale, economica non solo italiana ma in particolare da quella che sta vivendo il settore della panificazione che è in piena trasformazione con una esigenza fortissima di innovazione anche contrattuale che non trova purtroppo alcun riscontro concreto nelle posizioni delle confederazioni dei lavoratori. Non possiamo che registrare una complessiva incapacità di riconoscere la realtà e quanto sia fondamentale l’individuazione di nuovi modi e strumenti contrattuali che siano in grado di valutare anche individualmente i collaboratori che non possono continuare ad essere “pesati” come tutti indistintamente uguali, senza tener conto e valorizzare adeguatamente coloro che più meritano e si impegnano  per l’azienda da quelli che “tirano a campare”.  Del resto, questa incapacità di cogliere le necessità reali e le esigenze sia degli imprenditori che dei lavoratori la si coglie anche nella difficoltà oggettiva degli Enti bilaterali di mettere pienamente a regime la propria struttura operativa. Difficoltà di comunicazione, iniziative e strutture ancora da definire a quasi quattro anni di distanza dalla fine della fase di avvio richiedono un cambio di passo decisivo che auspicabilmente si realizzerà pienamente  nel 2020 con il passaggio, statutariamente previsto, delle due presidenze di  EBIPAN e FONSAP attualmente ricoperte dai rappresentanti di FLAI CGIL e UILA UIL alla nostra Federazione  mettendo così sperabilmente fine a quattro anni di incertezze gestionali giustificate probabilmente dall’inesperienza ma che devono trovare rapidamente soluzioni concrete e soddisfacenti per imprese e lavoratori.

ENERGIA, CLIMA E AMBIENTE SARANNO I TEMI DOMINANTI DEI

PROSSIMI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI CHE CI RIGUARDANO DIRETTAMENTE

Ma se queste sono le sfide più peculiari e specifiche del nostro settore, molti altri ed altrettanto importanti sono i cambiamenti in atto dei quali dobbiamo tenere conto e che riguardano l’orientamento dell’opinione pubblica, dei consumatori e la conseguente futura evoluzione del quadro normativo generale comunitario ma conseguentemente anche nazionale.

Le drammatiche manifestazioni di mutamento climatico in atto oramai sotto gli occhi di tutti hanno spostato fortemente l’attenzione mondiale sulla necessità di promuovere molto rapidamente un cambio di rotta in termini di riduzione delle emissioni e dell’inquinamento sia esso di fumi, di scarichi o di sostanze plastiche.  Se Greta Turnberg può essere considerata eccessiva e, forse, fuorviante, non vi è però dubbio che l’allarme per il rapido degrado del pianeta e l’aumento delle temperature a livello globale siano in atto e stiano rapidamente crescendo anche oltre le previsioni.  Non può essere dunque messa semplicemente da parte dalle autorità di tutto il mondo la questione climatica ed ambientale.  E’ di questi giorni una nuova, stringente normativa europea relativa all’ambiente che seppure – per ora – limitata a specifiche produzioni alimentari dimensionalmente importanti, non potrà che inevitabilmente ricadere successivamente anche sulla piccola impresa.  Parliamo della DECISIONE DI ESECUZIONE (UE) 2019/2031 DELLA COMMISSIONE del 12 novembre 2019 relativamente sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per le industrie degli alimenti in attuazione della Direttiva 2010/75/UE che si occupa delle emissioni industriali ai fini della prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento. Tale documento va oggi letto alla luce del programma per il periodo 2019-2024 denominato Green Deal , ovvero il programma definito come  transizione verso un’economia climaticamente neutra  ed enunciato dalla nuova presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, totalmente incentrato sull’ambiente con una previsione di risorse da mettere a disposizione senza precedenti e pari a ben 100 miliardi di euro ed articolato su sei priorità che dovranno essere raggiunte sia mettendo a disposizione delle imprese (ma non solo ) adeguati finanziamenti sia con stringenti nuove normative che obblighino tutti ad andare verso questa transizione “verde” ecologicamente sostenibile.  Le sei priorità aree di intervento   riguardano la transizione verso l’utilizzo di Energia pulita,quella verso  un modello industriale e produttivo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, l’adozione di nuove forme di mobilità e trasporto, il rispetto della biodiversità,l’adozione di modalità necessarie a garantire una catena alimentare non solo più sicura ma anche più sostenibile in termini di consumi energetici e di riduzione degli sprechi, e infine l’adozione di misure efficaci nella riduzione dell’inquinamento.

Come è ovvio, si tratta di tematiche destinate ad impattare in maniera forte e in tempi certamente ristretti su tutte le realtà produttive, e lo faranno, come detto, non su base esclusivamente volontaria ma forzando la transizione con norme cogenti e stringenti, Regolamenti comunitari ad applicazione immediata e Direttive che i paesi membri saranno comunque chiamati a recepire rapidamente.  Non è chi non veda come questi  nuovi orientamenti siano destinati ad impattare in modo forte sulle nostre imprese in termini di modifiche produttive, di miglior utilizzo dell’energia che nel ridisegnare i processi produttivi in modo da limitare per quanto possibile gli sprechi di materie prime tra le quali va considerata primaria l’acqua, destinata a divenire il vero oro liquido del futuro.  Fenomeni come lo scioglimento dei ghiacciai (si prevede che in meno di vent’anni quello della Marmolada non esisterà più) sono destinati a causare siccità sempre più devastanti e fenomeni climatici estremi dei quali in questi ultimi anni abbiamo avuto crescente evidenza.

2020 : RIORIENTARE LA POLITICA E LE PRIORITÀ FEDERALI

E, dunque, riorientare le priorità di un’organizzazione di categoria quale è la nostra passando da slogan e parole d’ordine di tutela e conservazione dello status quo diviene la vera sfida che attende la Federazione nel 2020 che dovrà impegnare se stessa e tutte le sue risorse, in primo luogo nell’ambito dell’azione futura degli enti bilaterali che, con la riassunzione delle presidenze,  la vedranno nuovamente  protagonista di primo piano in grado di sviluppare strumenti indispensabili per accompagnare e sostenere le imprese in quella transizione verso nuovi modelli produttivi, economici e distributivi che saranno la “conditio sine qua non” per la sopravvivenza del comparto, mettendo tutte le energie nel costruire una filiera di interessi che necessariamente dovrà coinvolgere produttori di macchine e forni a quelli delle materie prime. Solo uniti, tutti parte di un’unica filiera di interessi, riusciremo a ridisegnare il futuro per coloro che domani vorranno ancora fare questo nostro lavoro.

Edvino Jerian,

presidente onorario della Federazione Italiana Panificatori